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Zeno Apostolo

Nazione
Italia
Nascita
11 dicembre 1668 (Venezia)
Morte
11 novembre 1750 (Venezia)

NOTE

Nota biografica
Poeta, librettista, studioso e antiquario italiano. Nel 1691 fondò l'Accademia degli Animosi, dove si distinse giovanissimo come poeta di stampo tardo-barocco. Come la più celebre Accademia degli Animosi, aveva come scopo il ripristino del "buon gusto" arcadico. Zeno prese parte al dibattito tra G.G. Orsi e Bouhours, difendendo in una lettera a Orsi del 29 ottobre 1706 alcuni versi della "Gerusalemme liberata" del Tasso dall'accusa del francese di essere stati artificialmente raffinati. Con Scipione Maffei, Antonio Vallisnieri e il fratello Pier Caterino Zeno fondò il "Giornale de' letterati d'Italia" (Verona, 1710). Fu caporedattore tra il 1710 e il 1718, affidando l'incarico al fratello quando questi partì per Vienna per diventare poeta e storico di corte. Intrattenne una prolifica corrispondenza con illustri letterati (Orsi, L.A. Muratori, G. Fontanini, G. Gigli, A. Magliabechi, F. Marmi e i fratelli A.M. e S. Salvini). Il suo primo libretto, composto da C.F. Pollarolo nel 1696, fu "Gli inganni felici", in cui la trama pastorale è complicata da incredibili equivoci e battute comiche. Produsse libretti per i teatri impresariali di Venezia e Milano, collaborando spesso con Pietro Pariati. Nonostante la sua copiosa produzione di libretti, Zeno si sentì sempre limitato dalle esigenze dell'opera come spettacolo: contenuto e forma erano pesantemente condizionati dall'esigenza di intrattenere: "se non ci si concede molte stravaganze, si perde lo scopo principale di tali composizioni, che è il godimento" (lettera a Muratori del 1701). Ciò era in qualche modo in contrasto con le sue aspirazioni verso l'austera moderazione della tragedia: "qualcosa bisogna concedere alle indulgenze dell'epoca, alla decorazione, alla musica" (lettera a P.C. Zeno del 1720). Nel 1709-10, Zeno fu incaricato dai pretendenti al trono spagnolo d'Asburgo di scrivere "Atenaide" e "Scipione nelle Spagne", drammi che delineavano il ruolo del monarca come servitore dello Stato, incentrato sul rispetto della legge e sulle virtù della giustizia, della clemenza e dell'autocontrollo. Si dimostrò così abile nelle funzioni di poeta di corte, incarico che ricoprì a Vienna dal 1718 al 1729, quando Pietro Metastasio fu chiamato, apparentemente per aiutare il poeta più anziano, ma in realtà per sostituirlo. Zeno tornò a Venezia nello stesso anno e inviò un altro libretto, "Enone" (1734), ai suoi ex mecenati. Negli ultimi anni della sua residenza a Vienna si era dedicato a questioni accademiche, allestendo il museo numismatico di Carlo VI, e al suo ritorno in Italia si dedicò esclusivamente allo studio.

NOTA BIBLIOGRAFICA

Dizionario Biografico degli Italiani
DBI
https://www.treccani.it/biografico/

OPERE

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