Nota biografica
Proveniva da una nobile famiglia fiorentina, influente negli ambienti culturali e diplomatici fin dal XIII secolo. La sua educazione fu presumibilmente quella di un cortigiano: una certa formazione classica e una sufficiente esposizione alle arti lo resero un vivace partecipante agli intrattenimenti di corte a Firenze, per i quali iniziò a scrivere versi già nel 1579 ("Maschere d'Amazzoni").
Già membro dell'"Accademia Fiorentina, nel 1586 Rinuccini si unì a un'altra accademia fiorentina, quella degli Alterati, i cui membri erano particolarmente interessati alla teoria drammatica e alla musica; vi assunse il nome di "Il Sonnacchioso". Non ci sono prove che suggeriscano la partecipazione di Rinuccini alla Camerata di Giovanni de' Bardi, ma Bardi (come altri umanisti musicali come Girolamo Mei e Jacopo Corsi) era anche membro dell'Accademia degli Alterati e collaborò con Rinuccini agli intermedi del 1589, composti per le celebrazioni nuziali del Granduca Ferdinando de' Medici e della Principessa Cristina di Lorena. Dei sei intermedi, vagamente accomunati dalla loro drammatizzazione dei meravigliosi poteri della musica antica, Rinuccini fu l'unico responsabile del testo di tre (i numeri 2, 3 e 6) e scrisse la maggior parte di altri due (i numeri 1 e 5), ai quali Bardi contribuì anche con alcuni versi. Il terzo intermedio, che raffigura la battaglia tra Apollo e il drago, servì in seguito a Rinuccini come base per la scena iniziale del suo primo testo operistico, "Dafne", che affermò di aver scritto "per fare una semplice prova di ciò che la musica della nostra epoca poteva fare".
Negli anni Novanta del Cinquecento, Rinuccini fu associato a Corsi, che collaborò con Jacopo Peri nella musica di "Dafne". Rappresentata per la prima volta a casa di Corsi durante il carnevale del 1598 e replicata successivamente per due anni, "Dafne" fu il primo dramma ad essere cantato integralmente "alla maniera degli antichi". Le innovazioni rivendicate da Rinuccini e Peri nelle loro prefazioni all'"Euridice" (1600) ispirarono le rivali rivendicazioni di primato di Cavalieri e Caccini, nessuno dei quali, tuttavia, aveva scritto un recitativo come tale prima del 1600. Nel creare il nuovo genere musico-drammatico del libretto d'opera, Rinuccini adottò molte convenzioni dei maggiori poeti lirici del suo tempo: Tasso, Guarini e Chiabrera, stabilendo un legame tra la nuova forma d'arte e la tragicommedia pastorale.
La collaborazione di Rinuccini con Monteverdi a Mantova diede origine anche al "Ballo delle Ingrate" (1608), che riflette l'influenza del balletto di corte francese e dei suoi periodici soggiorni in Francia tra il 1600 e il 1604 come cortigiano di Maria de' Medici. Il suo ultimo libretto, "Narciso", risalente più o meno allo stesso periodo, non trovò un compositore disposto a musicarlo.