Nota biografica
Ha compiuto studi di lettere e slavistica all'Università di Tartu, in Estonia, dove è stata particolarmente influenzata dal semiologo Juri Lotman, nel 1994-1995 è stata borsista all'Università di Stanford e alla Columbia University, negli Stati Uniti, laureandosi infine nel 1998 a Mosca all'Università statale russa di scienze umane. Nel 1999 si è trasferita in Germania e lavora come giornalista per vari media russi, come la rivista "Snob", e per quotidiani in lingua tedesca quali il "Neue Zürcher Zeitung". Dal 2011 scrive anche la rubrica "La diva dell'Ovest-Est" per il giornale domenicale Frankfurter Allgemeine Zeitung. Katja Petrowskaja scrive i suoi testi in tedesco e non nella sua lingua madre, ucraino o russo. Nel 2010 ha ricevuto la borsa di studio Grenzgänger della Fondazione Robert Bosch per la ricerca sul suo lavoro "Forse Esther" e nel 2013 la borsa di studio della Künstlerhaus Ahrenshoop. Nel 2013, su invito di Hildegard Elisabeth Keller, ha preso parte al concorso Ingeborg Bachmann Prize e ha vinto il premio principale con un estratto dalla sua opera "Forse Esther", la storia di una ragazza che somiglia alla sua bisnonna, rapita a Kiev nel 1941 e uccisa nel massacro di Babij Jar, un romanzo in parte autobiografico in cui la scrittrice racconta il genocidio degli ebrei a Kiev da parte dei Nazionalsocialisti. Con "Forse Esther" nel 2015 ha ricevuto anche il Premio Strega Europeo e lo Schubart-Literaturpreis.
Nell'ottobre 2015 ha realizzato un progetto presso il Centro internazionale di ricerca per gli studi culturali di Vienna dal titolo provvisorio "Tutto ciò che accade" sul tema delle foto e su come gli spettatori le vedono.