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Maggia Lucia

Nazione
Italia
Nascita
27 dicembre 1883 (Cossato, Biella)
Morte
19 febbraio 1973 (Cossato, Biella)

NOTE

Nota biografica
Maestra, poeta e autrice di testi scolastici dei primi del Novecento con lo pseudonimo Hedda. Primogenita di quindici figli, Lucia ebbe modo di contribuire alla crescita e all’educazione dei fratelli, ma riuscì anche a studiare a Torino all’Educatorio Duchessa Isabella e nella Scuola Normale femminile pareggiata. Nel 1902 si diplomò maestra ed iniziò ad insegnare nelle scuole elementari di Vigliano Biellese e a Cossato nelle scuole serali. Iniziò la sua carriera di scrittrice inviando alcune sue composizioni a varie riviste per la scuola e per i bambini. Nel periodo che va dal 1910 al 1913 le poesie e i racconti pubblicati sono firmati L.M. Nel 1912 uscì il primo libro di Lucia Maggia "La diffusione del libro nel biellese", una raccolta di articoli scritti apparsi sulla rivista scolastica "La Scuola Biellese". Allo scopo di favorire la lettura, Lucia Maggia si fece promotrice delle iscrizioni alla Biblioteca di Zia Mariù, al secolo Paola Lombroso (figlia dello scienziato Cesare Lombroso e apprezzata autrice di scritti per fanciulli) della quale fu amica mantenendo una fitta corrispondenza per tutta la vita. Nel 1913 pubblicò per Arnoldo Mondadori un volume dal titolo "Rime Piccoline". L’autrice aveva stabilito di firmarsi Hedda usando uno pseudonimo scelto “leggendo un romanzetto tedesco in cui la protagonista, una giovane maestra con strane idee per il capo come lei, portava quel nome” (intervista del 1955). Lucia Maggia scrisse e/o sceneggiò anche degli spettacoli musicali che ebbero ripetute repliche, anche all’estero. Scrisse anche i testi di opere musicali. Nel 1915 pubblicò il corso completo di letture per le sei classi elementari dal titolo "Serenità", che venne adottato a Milano, Genova, Roma e in altre località d’Italia. Hedda scrisse una sola opera per adulti dal titolo "Glorie e nostalgie" (1919), un libro di poesie composto durante la prima guerra mondiale, dedicato ai quattro fratelli combattenti e in particolare a uno di loro, Valerio Gioacchino, caduto a vent’anni durante i combattimenti. Nel 1935 conseguì un attestato di benemerenza dall'Ente di propaganda educativa popolare di assistenza morale di Firenze. Nel 1948 Il suo nome comparve su di una antologia pubblicata in Francia. Si trattava di una serie di volumi dedicati alle poetesse del XX secolo appartenenti a varie nazioni. Brevi notizie biografiche e bibliografiche accompagnavano la presentazione di una poesia. Di Lucia Maggia venne pubblicata "L’uccellino morto". Nel 1947 venne premiata con la medaglia d'oro per i quarantacinque anni di insegnamento, nel 1948 ricevette un assegno vitalizio di benemerenza per l'istruzione elementare a cui seguì nel 1952 la consegna di un’ulteriore medaglia d'oro. La sua vita fu pressoché tutta dedita all'insegnamento. Negli ultimi anni di vita fu colpita da cecità.

NOTA BIBLIOGRAFICA

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