Nota biografica
Nacque a Lodi (e venne perciò spesso ricordata come Carlotta Ferrari da Lodi, nome che lei stessa adottò a firma delle sue opere) da Luigi, insegnante elementare, e da Anna Morosini.
Nel 1844 fu ammessa al Conservatorio di Milano, dove studiò canto e pianoforte sotto la guida di Francesco Strepponi, suo lontano cugino nonché zio di Giuseppina, futura moglie di Verdi, diplomandosi nel 1850.
Visse principalmente a Bologna, ove si trasferì nel 1875, dedicandosi all'insegnamento di canto e pianoforte, attività che esercitò tra l'altro presso il monastero della Visitazione a Torino. Nel 1875 l'Accademia filarmonica di Bologna, esaminata la sua Messa da requiem, data da poco alle stampe, la eleggeva socia onoraria.
La sua famiglia visse costantemente in una situazione di precarietà economica, nondimeno Carlotta Ferrari cercò sempre di sottrarsi a stabili impegni lavorativi per potersi dedicare a tempo pieno alla sua attività artistica, sempre appoggiata in questa scelta dalla madre (rinunciò varie volte ad offerte di lavoro come insegnante di lettere).
Dotata di apprezzabili doti letterarie, scrisse i libretti per le sue opere. Raccolse le sue opere poetiche e in prosa in quattro volumi, "Versi e prose" (Bologna, 1878-82), che testimoniano una vasta gamma di interessi (ad esempio, il poema "In morte di Felice Romani" e il dramma in quattro atti "Il vicario di Wakefield", tratto dal romanzo di Goldsmith). Il terzo volume contiene i libretti delle sue tre opere. Ebbe contatti epistolari con Giosuè Carducci, il quale inviò alcune sue poesie alla redazione della “Nuova antologia”, che le rifiutò.
NOTA BIBLIOGRAFICA
Ambìveri Corrado, Operisti minori dell’Ottocento italiano, Roma, Gremese, 1998
Ambìveri
Cazzulani Elena, Stroppa Angelo, Carlotta Ferrari da Lodi. Poetessa e musicista, commento all’opera musicale di Marco Emilio Camera, Orio Litta, L’immagine, 1992
Cazzulani
Sessa Andrea, Il melodramma italiano 1861-1900. Dizionario bio-bibliografico dei compositori, Firenze, Olschki, 2003
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