Nota biografica
A sette anni, alla morte della madre, fu accolto nella casa delle zie materne. A Firenze compì gli studi fino alla laurea ed al perfezionamento in filosofia presso l'Istituto di studi superiori, ma si indirizzò presto alla psicologia ed alla giurisprudenza, in cui si addottorò ad Urbino.
Fu il primo a conseguire in Italia la libera docenza in psicologia, che esercitò nelle università di Firenze e Milano, concentrando i suoi interessi sulla vita affettiva infantile e dando particolare rilievo alla pratica pedagogica e didattica.
Ad avviarlo alla letteratura per l'infanzia fu decisiva la conoscenza di L. Bertelli (Vamba), il celebre direttore del "Giornalino della Domenica".
Nel 1906, pur non cessando di collaborare a riviste come "Psiche" e "La Cultura filosofica", entrò nella redazione del Giornalino con lo pseudonimo di Maestro Sapone. Nel contempo iniziava una intensa attività pubblicistica per varie testate, fino al 1912, anno in cui iniziò la collaborazione a Il "Corriere dei piccoli", che terminerà nel 1918.
Nel 1909 pubblicò in volume i quadretti di vita infantile "Per i più piccini", seguiti dalle mirabolanti avventure di "Pippo Sizza aviatore" (1910). Del 1912 è il primo grande successo di pubblico con "L'omino turchino".
La tragedia del conflitto mondiale gli procurò un'acuta crisi religiosa. Con "Creature"(1918), inaugura un nuovo corso. Questi "quadri di vita per la gioventù", commossa contemplazione della natura, che costituì un'implicita risposta alla contemporanea esaltazione attivistica lasciata in eredità dalla guerra.
Seguivano due volumi di novelle, ricche di spunti autobiografici che hanno come sfondo la Toscana del tempo di guerra: "Gente nostra" (1918) e "Alla sorgente" (1918).
Frattanto gli impegni giornalistici si moltiplicavano. Nel 1919 fondò a Milano il Teatro per ragazzi, poi itinerante, di cui fu direttore fino al 1923. Da questa esperienza nacquero, tra l'altro, "Il teatro di Takiù" (1923), il burattino giapponese col cappello verde e la giubba disegnata a pappagalli, le fiabe sceniche "Il sole di Occhiverdi" (1926) e "Zufrin" (1932) e la commedi per bambini "La testa di Spinacino" (1930).
Nel 1927 Fanciulli dava alle stampe "Fiore", vincitore del concorso Bemporad, primo dei "romanzi di vita".
Nel 1931 tornò a ricoprire incarichi di prestigio: redattore de "L'Illustrazione italiana" di Milano (fino al 1932) e direttore della "Gazzetta del popolo" di Torino (fino al '35).
Nel 1932 ottenne il premio Viareggio con "Lisa-Betta", secondo "romanzo di vita".
Nel 1934, sull'onda del successo, pubblicò "Alza bandiera", racconto di una guerra tra ragazzi, ispirato al capolavoro di F. Molnár "I ragazzi della via Pal". Del 1936 è "Tra le lance dei Galla", cui seguirono "Il bosco incantato" (1941), "Lisa-Betta al mare" (1943), "Un raggio di sole" (1946).
Dal 1946 fino al 1948 fu direttore del "Corriere dei ragazzi". In questo stesso anno ebbe una vigorosa ripresa narrativa: oltre alle "Nuove avventure dell'omino turchino" (Firenze), dava alle stampe i racconti fiabeschi di "L'isola degli uccelli", "Le onde senza corona", "Il gatto nero", "Verdespina".