Nota biografica
Drammaturgo, poeta e attore, padre di Giacinto Andrea Cicognini. Nel 1586-87 fu iscritto alla Compagnia di Sant'Antonio da Padova a Firenze. Entro il 1600 conseguì il diploma in giurisprudenza a Pisa. Dal 1601 al 1615 servì vari mecenati aristocratici a Roma, sebbene in questo periodo facesse frequenti apparizioni a Firenze.
Probabilmente nel 1611 iniziò a collaborare con Jacopo Peri, che in quell'anno riferì del completamento della musica per uno dei libretti di Cicognini, probabilmente "Adone". Dopo un breve periodo di servizio per il cardinale Capponi a Bologna nel 1614, visse a Firenze fino alla sua morte, per suicidio, nel 1633. Nel 1618, le attività carnevalesche fiorentine includevano i suoi testi per "Andromeda", un intermedio con musica di Domenico Belli. Un'altra delle sue opere profane, "La finta mora" (pubblicata nel 1625), fu eseguita con intermedi musicali di Filippo Vitali nel 1623.
Di particolare interesse sono le sue rappresentazioni sacre con intermedi musicali, prodotte per la Compagnia dell'Arcangelo Raffaello, alla quale si unì nel 1622, e la Compagnia di S. Antonio da Padova. Per S. Antonio da Padova scrisse "Il martirio di S. Agata" (eseguito nel 1622 e pubblicato nel 1624) con musiche di G.B. da Gagliano e successive integrazioni di Francesca Caccini; "Il martirio di Santa Caterina" (eseguito nel 1627) con musiche forse di F. Caccini; e "Trionfo di David" (eseguito nel 1629 e pubblicato nel 1633) con musiche di Agnolo Conti.
Per la Compagnia dell'Arcangelo Raffaello revisionò e ampliò "La benedizione di Jacob" di Giovam Maria Cecchi (eseguita nel 1622), e scrisse "Il gran natale di Christo salvator nostro" (eseguito nel 1622 e pubblicato nel 1625) e "La celeste guida o vero l'arcangelo Raffaello" (eseguite nel 1623 e 1624 e pubblicate nel 1625). La musica per tutte e tre le opere prodotte per la Compagnia dell'Arcangelo Raffaello fu fornita da G.B. da Gagliano e Jacopo Peri.
Cicognini fornì anche testi per brevi dialoghi sacri con musica, il più notevole dei quali è il "Coro d'anime del Purgatorio" per la festa di Ognissanti del 1622. Di tutti i testi di Cicognini che siano stati intonati, pochissima musica è sopravvissuta; un'eccezione è un coro da "Il gran natale di Christo salvator nostro" nelle "Varie musiche di G.B. Gagliano" del 1623.
Nella prefazione al suo "Trionfo di David" riconosce l'influenza di Lope de Vega, con cui aveva intessuto una corrispondenza. Produsse numerose raccolte di poesie, che spesso riflettono lo stile del suo amico e collega Chiabrera.