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Cicognini Giacinto Andrea

Nazione
Italia
Nascita
1606 (Firenze)
Morte
1650

NOTE

Nota biografica
Drammaturgo e librettista italiano, figlio di Jacopo Cicognini. Si laureò in giurisprudenza all'Università di Pisa nel 1627 e, dal 1640 al 1645, a Firenze, assistette regolarmente G.B. Ricciardi (anch'egli poeta e drammaturgo toscano) nei suoi problemi legali. Durante gran parte della sua residenza a Venezia, Cicognini fu impiegato come segretario di Francesco Boldieri, che gestiva il priorato veneziano dei Cavalieri Ospitalieri di San Giovanni di Gerusalemme. Come suo padre, Jacopo Cicognini (1577–1633), Giacinto Andrea raggiunse la fama come drammaturgo; produsse opere in ogni genere drammatico, tra cui tragedie, commedie, commedie sacre e libretti d'opera. Una delle figure più importanti del teatro italiano del XVII secolo, fuse elementi comici e tragici e, come suo padre, introdusse l'influenza spagnola, attingendo alle opere di autori come Calderón de la Barca e Tirso de Molina. Il primo libretto di Cicognini, "Il Celio", apparve a Firenze nel 1646 con musiche di Sapiti e Baglioni. Nello stesso anno si trasferì a Venezia, dove i suoi restanti libretti furono scritti e originariamente messi in scena. Partecipò alle riunioni dell'Accademia degli Incogniti, i cui membri plasmarono la direzione dell'opera veneziana durante gli anni Quaranta del Seicento. Due delle opere di Cicognini, "L'Orontea" e "Il Giasone" (entrambe del 1649, con musiche rispettivamente di Lucio e Cavalli), furono le più popolari del secolo; furono rappresentate in tutta Italia per oltre tre decenni, e "L'Orontea" fu presentata a Innsbruck (1656, musiche di Cesti), Hannover (1678) e Wolfenbüttel (1686). Le sue opere furono discusse da critici letterari come G.M. Crescimbeni e Stefano Arteaga. I libretti di Cicognini sono noti per la loro commistione di elementi comici, satirici e tragici, per le loro caratterizzazioni comiche e per la varietà di forme poetiche. Il libretto "Gl'amori di Alessandro Magno e di Rossane" fu completato da un autore non identificato dopo la morte di Cicognini e fu successivamente musicato da Lucio (1651), Ferrari (1656), G.G. Arrigoni (circa 1657-58) e Boretti (1668, come Alessandro Amante).

NOTA BIBLIOGRAFICA

OPERE

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