Nota biografica
Non si hanno notizie precise circa gli studi e la sua preparazione letteraria, che dové tuttavia essere precocemente indirizzata verso le forme teatrali di imitazione classica (Plauto, Terenzio) che avevano avuto di recente i più prestigiosi rappresentanti nell'Ariosto e nel Machiavelli.
Notaio, come il padre, dal 1542 al 1577, esercitò con successo la professione ed ebbe uffici minori: fu proconsole notaio dei pellicciai e cancelliere dei maestri dei contratti. Esercitò il commercio della lana ed amministrò con saggezza il patrimonio domestico.
Per quanto riguarda la sua attività di commediografo, fu in rapporti quotidiani con alcune tra le più rinomate compagnie fiorentine dell'epoca (la Brigata dei Fantastici, la Bompagnia di S. Sebastiano dei Fanciulli, quella di S. Marco) che davano spettacoli sia in teatro sia in conventi, educandati e confraternite.
Iniziò la propria attività come classicista e la concluse come autore di testi edificanti in quel clima alquanto ristretto di cultura e già votato all'indirizzo controriformistico che fu la Firenze di Cosimo I e poi di Francesco I. Scrisse soltanto per il teatro (più di sessanta lavori in prosa e una mastodontica serie di versi sciolti - ad imitazione dell'Ariosto - sia per commedie originali sia per rifacimenti di precedenti stesure in prosa) con superficialità e coscienza del proprio dilettantismo.