Nota biografica
Soprano e compositrice italiana, figlia minore di Giulio Caccini. Secondo Severo Bonini, si guadagnò "una fama immortale", avendo "padroneggiato alla perfezione l'arte del canto". Imparò a cantare e comporre dal padre e nel 1600 si esibiva alla corte fiorentina. Sebbene non siano menzionate per nome, lei e la sorella maggiore Francesca sono senza dubbio le "figliuole" di Giulio Caccini, che cantarono ne "Il rapimento di Cefalo" nell'ottobre del 1600 per le nozze di Maria de' Medici con Enrico IV di Francia. Quattro anni dopo, su invito di Maria de' Medici, la famiglia Caccini trascorse sei mesi a Parigi, esibendosi alle corti di Modena e Torino durante il viaggio.
Nel 1609 sposò Alessandro Ghivizzani; entrambi rimasero al servizio dei Medici fino all'anno successivo. Nel 1611 lasciarono Firenze senza permesso per Lucca, dove nel 1613 furono reclutati dal Duca Ferdinando Gonzaga, e Settimia divenne presto una delle musiciste più pagate della corte mantovana. La coppia tornò a Lucca nel 1620 dopo il suo licenziamento da Mantova, e nel 1622 si stabilirono a Parma, dove Settimia cantò Didone in un intermedio e Aurora in "Mercurio e Marte" (1628), entrambi di Monteverdi. Dopo la morte del marito tornò a Firenze. È elencata nel libro paga dei Medici nel dicembre del 1636 e pochi mesi dopo cantò ne "Le nozze degli dei" di Giovanni Carlo Coppola.