Nota biografica
Librettista. Uomo di cultura, conseguì dottorati sia in diritto ecclesiastico che civile e servì come protonotario apostolico. La sua prima collaborazione musicale conosciuta riguarda le 20 poesie che compongono il Sesto libro di villanelle di Girolamo Kapsberger (Roma, 1632). Le sue poesie furono intonate anche dai compositori romani Marco Marazzoli, Mario Savioni e Giacomo Carissimi. Marazzoli musicò la commedia morale comica di Buti "Il Capriccio, overo Il Giuditio della Ragione tra la Beltà e l'Affetto" per una rappresentazione carnevalesca nel 1643. La musica di un'altra commedia senza data, "Il giusto inganno", non sopravvive.
Il primo contatto noto di Buti con Luigi Rossi avvenne tramite il cardinale Antonio Barberini, che seguì a Parigi nel 1645, dove si guadagnò presto il favore del cardinale Jules Mazzarino e si impegnò nella presentazione di spettacoli italiani alla corte francese. Nel 1647 contribuì a trasformare un balletto meccanico ideato dal Duca di Enghien e dall'ingegnere teatrale veneziano Giacomo Torelli nella prima opera italiana pensata per Parigi, "L'Orfeo", con musiche di Rossi. Dopo la caduta e la restaurazione di Mazzarino, Buti fu coautore di "Le nozze di Peleo e di Theti", musicata da Carlo Caproli e rappresentata nel 1654. In seguito al successo di quest'opera, Mazzarino gli ottenne la cittadinanza francese e un cospicuo beneficio ecclesiastico. Con Jean-Baptiste Lully, Buti si dedicò ai balletti di corte: Prunières gli attribuì "Psyché" (1656) e "Impazienza" (1661), mentre Mandosio gli attribuisce "Spropositi" (1657).
La sua ultima opera per Parigi fu un'opera per le nozze di Luigi XVI, "Ercole amante" (1662, musica di Cavalli), concepita in gran parte per sfruttare le nuove macchine sceniche di Gaspare Vigarani. Poco si sa di lui dopo la morte di Mazzarino nel 1661. Buti scrisse anche due testi per oratori, "La purificazione della B.V. Maria" e "Il Giuseppe venduto", su musiche di Egidio Magli.
Buti fu una figura chiave nell'introduzione dell'opera italiana alla corte parigina. Riuscì a fondere la tradizione drammatica italiana con quella del balletto di corte francese. Forse attraverso Lully, la cui assimilazione del gusto francese ricorda quella di Buti, i suoi libretti sembrano aver esercitato una certa influenza su Quinault.