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Brizzi Giorgi Maria

Nazione
Italia
Nascita
7 agosto 1775 (Bologna)
Morte
7 gennaio 1812 (Bologna)

NOTE

Nota biografica
Compositrice, organista e pianista, figura di spicco del periodo napoleonico bolognese, Maria Brizzi nasce nel 1775 nel Palazzo Albergati a Bologna, in una famiglia di musicisti: il padre, Luigi Brizzi, di professione barbiere, è un suonatore di corno da caccia; due fratelli maggiori, Ludovico e Antonio, sono cantanti affermati. La fama di Antonio Giovanni Maria Brizzi è internazionale: nella sua lunga carriera risulterà attivo a Dresda, Vienna, Parigi, Monaco di Baviera, ecc. Altri due fratelli, Francesco e Ignazio, si affermano come strumentisti nelle accademie e nei teatri bolognesi. Bambina prodigio, a nove anni inizia ad esibirsi e a dodici è organista del convento delle suore di San Bartolomeo ad Ancona. Suonatrice di clavicembalo, virtuosa del forte-piano e compositrice apprezzata da Clementi e Haydn, Maria Brizzi compone cantate per la banda della Guardia Nazionale e inni patriottici per Napoleone e per il viceré Eugenio Beauharnais, su incarico ufficiale della Municipalità bolognese. Nel 1794 sposa Luigi Giorgi, figura di primo piano del giacobinismo bolognese: avvocato, funzionario di prefettura , giornalista, commediografo, oratore al Circolo Costituzionale, nonché pubblico ministero del tribunale militare. In occasione della visita di Napoleone a Bologna nel 1797, al Teatro Marsigli, la Brizzi Giorgi compone ed esegue l'inno per la celebrazione dell'evento, alla presenza dello stesso generale, della sorella Paolina e di Giuseppina di Beauharnais. Nel 1805 ricompare a Bologna dopo una lunga assenza che la vide soggiornare, fra l'altro, per diciotto mesi a Vienna, dove era stata accolta presso la Corte Imperiale e dove aveva avuto occasioni di esibirsi in concerto. Nel 1806 è fondatrice di un'accademia musicale, che diventerà punto di riferimento artistico in età napoleonica, l'Accademia Polimniaca. In una sala accanto alla sua abitazione, Maria propone frequenti accademie di musica vocale e strumentale. In queste occasioni può esibirsi in "capricci all'improvviso" davanti ai notabili della città, assieme a virtuosi di vari strumenti e importanti artisti di passaggio, contribuendo a diffondere la conoscenza della musica strumentale tanto in voga in terra tedesca, per esempio quella di Steibelt e di Beethoven. Nel 1806 Maria Brizzi Giorgi propone una grande accademia in onore del conte Carlo Caprara, che vede il quattordicenne Gioachino Rossini impegnato come cantante in un terzetto del compositore duca Giovanni Riario Sforza. L'aggregazione di Maria Brizzi Giorgi come membro onorario dell'Accademia Filarmonica "nell'arte del suono del Pian-Forte inimitabile Professora" avviene il 21 novembre del 1806. Nel 1808 Maria Brizzi Giorgi organizza per Gioachino Rossini all'Accademia Polimniaca la serata in cui il compositore presenta la Sinfonia in re maggiore da lui appositamente composta per l'occasione e oggi più nota con il nome di Sinfonia di Bologna. Questo evento portò a Gioachino Rossini la prima recensione a stampa della carriera di compositore. Nel 1811 si esibisce in un concerto con Niccolò Paganini. Dopo una gravidanza difficile, la Brizzi Giorgi muore di parto a 36 anni, dopo aver dato alla luce il figlio Eugenio. Pochi giorni prima si era esibita un'ultima volta davanti ai familiari e a pochi intimi. La figlia primogenita, Teresa Giorgi, trascrisse le ultime note suonate dalla madre: quello spartito è oggi conservato presso il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna e rappresenta l'unica sua composizione "all'improvviso" giunta ai giorni nostri. Dopo un lungo periodo di oblio, Maria Brizzi Giorgi è riscoperta nel 2011 grazie al ritrovamento della partitura "Marcia della Cittadina Giorgi", databile tra il 1796 e il 1799, che porterà a ulteriori ricerche e permetterà di attestare l'influenza della Giorgi e della sua Accademia Polinniaca nella formazione del giovane Rossini, nonché a riconoscerla nel ritratto non attribuito conservato presso il Museo internazionale e biblioteca della musica, opera di Filippo Gargalli. Ad oggi le sue composizioni restano quasi tutte perdute.

NOTA BIBLIOGRAFICA

Legger Gianni, Drammaturgia musicale italiana. Dizionario dell'italianità nell’opera dalle origini al terzo millennio Torino, Fondazione del Teatro Regio di Torino, 2005
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